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Ricucire le ferite con l'oro: "Alice nel paese delle meraviglie perdute", la costruzione del trauma e la via strategica all'integrazione

Ricucire le ferite con l'oro: "Alice nel paese delle meraviglie perdute", la costruzione del trauma e la via strategica all'integrazione

​Nel mio lavoro quotidiano come psicoterapeuta cognitivo-costruttivista ad approccio strategico e libroterapeuta, mi trovo costantemente a riflettere su come la mente umana costruisca i propri significati, le proprie mappe di realtà e, talvolta, le proprie prigioni emotive. Le storie che leggiamo e quelle che ci raccontiamo non sono semplici descrizioni di eventi, ma potenti dispositivi di ristrutturazione conoscitiva.

​Oggi desidero condividere una riflessione profonda nata dalla lettura di un libro speciale: Alice nel paese delle meraviglie perdute: Cronaca delle ombre dell'infanzia, scritto dalla mia cara amica e collega Dott.ssa Stefania Sampugnaro. Con Stefania mi lega un filo prezioso che affonda le radici negli anni della nostra giovinezza, un affetto sincero che con il tempo si è evoluto in una profonda stima e collegialità professionale. Riconoscere tra le righe di quest'opera la sua sensibilità clinica e la sua precisione scientifica è stato un motivo di grande commozione e orgoglio.

​In ottica cognitivo-costruttivista, la mente non subisce passivamente l'ambiente: ogni individuo costruisce attivamente il proprio sistema di significato e la propria identità. Quando l'evento traumatico irrompe nella vita di una bambina, come l'abuso sessuale infantile raccontato allegoricamente attraverso la figura di Alice, non viene distrutta solo la spensieratezza, ma viene letteralmente disarticolata la capacità del sistema personale di costruire un senso di sé coerente e sicuro. L'abuso mina le basi della fiducia, frammenta la percezione dei propri confini e altera la funzione riflessiva e la mentalizzazione.

​Sotto il profilo strategico, il trauma non rimane bloccato nel passato per la sola gravità dell'evento in sé, ma per il modo in cui il sistema della persona continua a tentare di gestirlo nel presente. Spesso le "tentate soluzioni" messe in atto per sopravvivere nell'immediato - come la dissociazione, il controllo esasperato, l'evitamento doloroso o la chiusura difensiva - finiscono per irrigidire la percezione della realtà, trasformandosi in reali circoli viziosi che mantengono viva la ferita.

​Un errore frequente nella vulgata comune è pensare che il trauma debba essere "superato" o "cancellato", come se si potesse tornare a uno stato precedente. Nella clinica costruttivista e strategica, il trauma non si cancella: la persona non "guarisce" dimenticando, ma ristrutturando il proprio sistema di significati e sbloccando le rigidità percettivo-reattivo. Si tratta di integrare le parti lese all'interno di una nuova trama narrativa e di un nuovo equilibrio funzionale.

​Questa prospettiva trova una corrispondenza straordinaria nell'antica arte giapponese del Kintsukuroi (o Kintsugi), la pratica di riparare gli oggetti in ceramica frantumati saldando le spaccature con lacca d'oro colato. Nel percorso terapeutico, l'obiettivo non è nascondere la frattura facendola finta che non sia mai avvenuta, ma illuminare quelle crepe con l'oro della consapevolezza e dell'integrazione. L'oggetto riassemblato non torna come prima: diventa qualcosa di nuovo, unico, più forte proprio perché porta i segni della propria storia.

​Come Stefania esprime con rara intensità nelle pagine conclusive del suo libro, il cammino di Alice non è una guarigione magica o una vittoria lineare, ma la capacità di smettere di fuggire dalle proprie ombre, guardarle negli occhi e costruire una convivenza integrata con la propria storia. Una sintesi perfetta di questa ristrutturazione del Sé si ritrova nella frase toccante contenuta nel testo: "Non sono ciò che mi hanno fatto. Sono ciò che ho scelto di diventare dopo." Qui il costruttivismo e l'approccio strategico si toccano nel punto più alto: la persona riacquista l'agency, la capacità di ridefinire la propria identità, passando dal ruolo passivo di "vittima definita dal danno" a quello attivo di "autrice del proprio presente".

​Nella seconda parte dell'opera, l'analisi di Stefania Sampugnaro si addentra con rigore criminologico in una dinamica drammatica: il rischio di rivittimizzazione nell'età adulta per le donne che hanno subito abusi nell'infanzia. Da una lettura costruttivista-strategica, l'abuso infantile precoce altera la costruzione dei modelli di attaccamento e dei criteri con cui la persona valuta il pericolo e la fiducia nelle relazioni interpersonali. Avendo interiorizzato schemi in cui il confine tra affetto, manipolazione e prevaricazione è stato distorto dall'adulto, la persona può trovarsi, da grande, ad applicare involontariamente le medesime mappe relazionali difettose. Ciò la espone maggiormente al rischio di cadere di nuovo in dinamiche abusanti o di accettare relazioni sbilanciate, perpetuando il trauma. Mettere in luce questi meccanismi all'interno della terapia è fondamentale: permette di spezzare il circolo vizioso della reiterazione, guidando la persona a costruire nuovi confini protettivi e modi differenti di percepire e re-agire nelle relazioni.

​Alice nel paese delle meraviglie perdute è un'opera di un valore raro. È uno strumento di denuncia, di profondo rispetto e di elevata precisione scientifica. Attraverso la metafora di Alice, Stefania Sampugnaro offre una chiave di lettura al tempo stesso delicata e clinicamente rigorosa per addentrarsi in uno dei dolori più taciuti e complessi dell'animo umano. Come psicoterapeuta e libroterapeuta, consiglio caldamente questo saggio sia ai colleghi e professionisti della salute mentale e della tutela dei minori, sia a chiunque desideri comprendere la complessità dei processi di trauma e di ricostruzione dell'identità. Alla mia cara amica di sempre, Stefania, va il mio profondo grazie: per la sua forza, per la sua competenza e per aver regalato alla letteratura clinica una luce capace di orientare chi si è smarrito nelle ombre del proprio passato.

Dott. Angelo La Barbera

Psicologo, Psicoterapeuta Strategico ed Esperto in Sessuologia

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